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Storia delle origini

Don Marcello Maria I, Principe di San Pietro, Gran Maestro dell’Ordine al Merito dei Santi Pietro e Paolo, ha voluto che l’Ordine si richiamasse esplicitamente ai principi di nobiltà della Cavalleria della Milizia Aurata dei Cavalieri di San Pietro (Collegio, ovvero Ordine, che venne istituito per volontà di Papa Leone X e fu reso operativo con Bolla Papale del 1521) e dei Cavalieri di San Paolo (Collegio, ovvero Ordine, costituito da Papa Paolo III con Bolla Papale del 1540).

L’Ordine dei Cavalieri di San Pietro era costituito da 401 uomini scelti fra i migliori e più fedeli collaboratori del Papato e della Chiesa.

L’Ordine ebbe il compito di gestire gli affari amministrativi della Camera Apostolica e di assicurare un corpo di Cavalieri a difesa della incolumità della persona del Pontefice e degli stessi ospedali, adibiti di necessità sui diversi settori di guerra.

Papa Clemente VII, al secolo Giulio dei Medici, successore di Papa Leone X dal 1522, confermò tale Ordine con una ulteriore Bolla emessa nell’ottobre del 1526, pubblicata presso la Cancelleria Pontificia il 3 gennaio 1527.

Papa Paolo III riconfermò il Collegio dei Cavalieri di San Pietro (Bolla Papale del 26 febbraio 1534, pubblicata in Cancelleria Pontificia in data 20 dicembre 1535) con le stesse forme, modi e contenuti formulati da Papa Leone X. Egli fece però di più, volle infatti duplicare tale Ordine creandone un altro speculare sotto la denominazione di Collegio dei Cavalieri di San Paolo, con Bolla del 25 giugno 1540, che vide la pubblicazione nella Cancelleria Pontificia il 19 luglio 1541.

Questo nuovo Collegio era composto da 200 Cavalieri. Esso fu riconfermato da Papa Giulio III il 21 marzo del 1549.

In tal modo e per un lungo periodo i due Ordini furono del tutto parificati da Papa Paolo III e venne così deciso che i Cavalieri potessero nel contempo appartenere sia all’uno sia all’altro Ordine. Tuttavia i due Ordini non vennero mai fusi, mantenendo ciascuno la Propria identità. Essere Cavalieri dei suddetti Ordini significava anche essere dichiarati Commensali e Familiari del Papa e nel contempo Cavalieri della Milizia Aurata, nonché Conti dell’Aula Lateranese e pertanto ascritti al più alto grado della Nobiltà Pontificia.

I due Ordini, che ebbero peraltro ulteriori conferme nel 1561 da Papa Pio IV, sul finire del XVI secolo persero la loro vitalità, almeno dal punto di vista documentario, non tanto per motivi fisiologici quanto per l’esaurimento della loro antica missione.

In sintesi è certo che quando nel 1520 Papa Leone X istituì il Collegio dei Cavalieri di San Pietro intese creare un Collegio di uomini fidati, ecclesiastici e non, che avessero nel contempo il duplice compito di sollevare la Camera Apostolica dagli oneri amministrativi e costituire un’ampia Assemblea di Consiglieri esperti, pronta a fornire la propria esperienza in seno alle discussioni di Stato.

Papa Paolo III al momento della creazione del Collegio dei Cavalieri di San Paolo, omologo a quello dei Cavalieri di San Pietro, volle rafforzare il provvedimento di Papa Leone X ma anche introdurre con il nuovo Ordine l’aspetto di Compagnia Militare Armata Cavalleresca che mancava al primo, cosicché Esso non potesse contravvenire al comando papale quando questi chiedeva di essere seguito in armi sia durante le sedute del Concilio sia nelle eventuali guerre sante secondo le esigenze del momento.

È, infine, storia di oggi la definitiva, indissolubile fusione dei due illustri Ordini avvenuta grazie all’opera di ricostruzione e ratificazione effettuata da Don Marcello Gentile, Principe di San Pietro, Gran Maestro dell’Ordine al Merito dei Santi Pietro e Paolo.

Conclusioni

Conclusioni

Perchè, dunque, il ritorno ad un passato così lontano?

Senza dubbio per una decisa volontà di riaffermare quei principi che oggi, apparentemente, sembrano del tutto avulsi dalla cultura contemporanea. Il Cerimoniale dell'Ordine al Merito dei Santi Pietro e Paolo ha fatto ritorno alle antiche rappresentazioni perchè fosse ben chiaro ed inequivocabile il messaggio educativo che Esso intende impartire ai Suoi Cavalieri.

Don Marcello Maria I non ha inteso limitarsi semplicisticamente a rinverdire un'antica consuetudine legata all'aspetto esteriore di forme, ha invece voluto dare significati e contenuti profondi ad una struttura, quella dell'Ordine al Merito dei Santi Pietro e Paolo, che ha l'obbiettivo di percorrere strade moderne con mezzi moderni, nella rigorosa osservanza di regole di percorso attuali, sempre e comunque improntate alla massima serietà, legalità e legittimità nonchè a stile, eleganza, signorilità, sobrietà ed associate assentimenti profondi di amore, considerazione e rispetto della persona umana quale Creatura di Dio.

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